mercoledì 9 febbraio 2011

Malavita politica


E' più di un mese che si parla delle vicende private di Silvio Berlusconi. Si è detto di tutto e si sta dicendo di tutto, ma Berlusconi continua a governare il Paese grazie all'appoggio in blocco datogli dal PDL. Chi, d'altronde, tra gli esponenti politici si sentirebbe in dovere di esaltare l'etica e la morale nell'atteggiamento dell'uomo pubblico quando suddetti esponenti sono stati i primi a commettere atti illeciti simili, se non peggiori, a quelle di Berlusconi? Chi? Gente come Nicola Cosentino? Sandro Bondi? Angelino "Croce Napoli" Alfano? Mario Landolfi?

Quale giustizia in un Paese permetterebbe a un individuo come Nicola Cosentino, ritenuto fino all'ultimo grado della Cassazione "soggetto tuttora pericoloso per i suoli legami col clan dei Casalesi" e dunque ravvisando la necessità di una custodia cautelare preventiva, di girare tranquillamente per i palazzi del potere della capitale in sciarpetta e giubbottino di pelle (quando non in auto blu)?

I giri di prostituzione sono sempre contigui ad ambienti della malavita, sarebbe strano il contrario: si tratta pur sempre di una delle principali fonti di guadagno illecito. Peccato che al premier questi "dettagli" importino poco. Uno di questi dettagli, ad esempio, è Napoli che sta annegando di nuovo tra i rifiuti...

venerdì 28 gennaio 2011

Oltre l'emergenza

Mentre in questi giorni le popolazioni di Tunisia,Algeria,Albania e Egitto si stanno organizzando e stanno scendendo in piazza per rivendicare i loro diritti e per far affermare la democrazia nei loro paesi,schiacciati da anni di governi dittatoriali e corrotti, anche in Campania si combatte e si protesta per far si che non venga calpestato uno dei diritti fondamentali previsto in Costituzione ma mai garantito nella nostra regione, quello alla salute.

Se però la protesta delle popolazioni del Nord Africa hanno un carattere eccezionale,le proteste campane non fanno più notizia. Un film già visto,che si ripete ormai da anni. Il copione è sempre lo stesso.

Scoppia “l’emergenza”,con i rifiuti per le strade,i politici che si dicono addolorati per la situazione di Napoli,i servizi dei telegiornali che mostrano i bambini andare a scuola facendo lo slalom tra i rifiuti,il sindaco di Napoli che parla ai giornali addossando la colpa agli altri e i suoi avversari che le rinfacciano le sue colpe. A questo punto interviene il governo,che mette in moto la famosa “filiera perfetta”,promette di togliere i rifiuti per le strade e puntualmente ci riesce. Ma come? Il problema viene risolto ammassando tonnellate di rifiuti indifferenziati in qualche cava dismessa,magari già utilizzata dalla camorra per sversare rifiuti tossici e pericolosi,magari derogando qualche legge che tutela parchi naturali o aree verdi. E’ a questo punto che la popolazione si mobilita e parte la protesta. Arriva la polizia e l’esercito,i camion vengono scortati all’interno dei siti,la protesta si ferma e la situazione torna alla “normalità” con strade pulite e turisti contenti. Purtroppo però le cave non sono dei buchi neri capaci di assorbire e distruggere la materia all’infinito e così anche queste si riempiono e siamo di nuovo al punto d partenza. E come secondo la teoria dell’eterno ritorno tutto inizia da capo per non finire mai.

L’unico modo per cercare di spezzare questa catena è programmare un corretto ciclo dei rifiuti. Per risolvere veramente il problema occorre incentivare il risparmio e il riutilizzo,mettendo in piedi un piano serio e diffuso in tutti i comuni di raccolta differenziata. La cosa che fa più rabbia è che in tanti anni di “emergenza” non si è fatto nulla,benché siano arrivati in Campania centinaia di milioni di euro, come non si sta facendo nulla oggi né a livello regionale che provinciale che comunale come dimostrano i dati della raccolta differenziata dei comuni della provincia di Napoli. L’apertura di una nuova discarica sarebbe solo un provvedimento che consentirebbe alla provincia di “tirare a campare” per un’altra manciata di mesi,per poi ritrovarci ancora nelle condizioni di partenza.

Ieri era: “no alla discarica di Chiaiano” -“No alla discarica di Pianura” -“No alla discarica di Terzigno”…..

Oggi è: “No alla discarica di Quarto”

Domani dovrà essere: “No a tutte le discariche”….

A chi chiede come si intende allora risolvere il problema e a quanti vogliono farci credere che le discariche sono l’unico modo per risolvere il problema dei rifiuti bisogna rispondere con le tre “R”: RISPARMIO-RIUTILIZZO-RICICLO.

In tutto il mondo lo fanno,possiamo farlo anche noi…

Patto criminale tra i vertici istituzionali: 38 indagati


All'ombra del bunga bunga e delle prostitute di Berlusconi, che affollano da settimane le prime pagine dei giornali, arriva l'ennesima inchiesta giudiziaria.  



I carabinieri del NOE hanno effettuato una retata tra i vertici istituzionali regionali e nazionali: Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile; Corrado Catenacci, ex commissario all'emergenza rifiuti e attuale prefetto di Napoli; Antonio Bassolino, ex presidente della Regione Campania; Gianfranco Nappi, capo della segreteria politica di Bassolino ed ex parlamentare; Luigi Nocera, ex assessore regionale all'ambiente; e inoltre tecnici, professori universitari, amministratori della struttura commissariale all'emergenza. L'accusa è di associazione per delinquere, truffa, falso ideologico in atti pubblici e reati ambientali per aver promosso lo sversamento illecito in mare di percolato (e rifiuti tossici?) prodotto dalle discariche campane mediante l'utilizzo dei depuratori costieri. In tutto sono 38 gli indagati, tra cui 12 finiti dietro le sbarre o piantonati in casa agli arresti.

A chi è affidato realmente il controllo dei depuratori e degli scarichi fognari del golfo di Napoli, delle coste del Casertano e del Salernitano? Ne parlammo già un anno fa: il colore del mare lungo il litorale domitio-flegreo, l'improvviso spopolamento delle spiaggie e i numerosi scarichi non trattati nella parte orientale della città e visibili perfino con Google Earth non lasciavano adito a dubbi; esiste un patto istituzionale che consente e promuove il loro utilizzo ai fini dello sversamento illecito di rifiuti in mare aperto. Ecco spiegato il perchè delle condizioni critiche del mega depuratore di Cuma e di quello di Villa Literno, solo per citarne un paio. Un'opera di certosina distruzione delle bellezze ambientali napoletane e della sua provincia.

In Campania, fino a pochi anni fa, esistevano due cicli di smaltimento dei rifiuti paralleli: uno "istituzionale", gestito da Impregilo, l'altro criminale, gestito tuttora dai Casalesi e da altri clan. Quale dei due cicli sia stato gestito in maniera più illecita è un grattacapo non da poco per i magistrati inquirenti: l'operazione Rompiballe, di cui questa attuale inchiesta ne è la naturale prosecuzione, delinea con precisione le illiceità del ciclo di smaltimento regolare e le sue contiguità con quello camorristico.

Ma chi sono questi individui, i cui nomi sono comparsi più volte in altre inchieste giudiziarie?

Uno di questi è Luigi Nocera, ex assessore regionale Udeur all'ambiente e indagato in inchieste che lo vedono protagonista di decine di assunzioni pilotate all'Arpac nell'ambito dell'operazione "Udeur connection".

L'ex vice di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, già indagata precedentemente ed ora sottoposta nuovamente agli arresti domiciliari, è nota per le sue affermazioni saltate fuori nelle intercettazioni di qualche anno fa.

L'attuale prefetto di Napoli Corrado Catenacci ed ex commissario all'emergenza rifiuti, già indagato per presunti reati in connessione alla sua attività di commissario, è ora agli arresti domiciliari per via della nuova inchiesta. E' attuale capo della società SapNa, ente provinciale che dovrebbe gestire le discariche di tutta la provincia di Napoli e a cui è stata ultimamente demandata la gestione della discarica di Chiaiano per via dell'interdittiva antimafia che ha colpito l'Ibi, la società che nel 2009 vinse l'appalto della Protezione Civile in circostanze poco chiare. Su suddetta discarica, militarizzata nel 2008 e sbandierata come "esempio di buona gestione e modello per tutta Italia" dai mass media, è ora sottoposta ad un'indagine della Procura per irregolarità che avrebbero provocato infiltrazioni di percolato nella falda.

L'ex presidente alla Regione Antonio Bassolino. Appena ieri, dichiarava in un'intervista all'Espresso: "Sette napoletani su dieci mi rivorrebbero sindaco". L'ennesima tegola giudiziaria è caduta sul suo capo, come quando da commissario all'emergenza rifiuti firmava atti senza sapere cosa contenessero e di fatto consentiva all'Impregilo di piazzare milioni di balle sui terreni di proprietà dei Casalesi. Ed è proprio di questi giorni il ciclone che ha investito il suo candidato uscito vittorioso dalle primarie a sindaco di Napoli, il pupillo Andrea Cozzolino, già indagato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e finito nell'occhio del ciclone per via delle accuse di brogli fattegli da più parti e che hanno obbligato il segretario Pierluigi Bersani a commissariare il Pd campano.

Questo è il quadro di una situazione critica: con la discarica di Chiaiano in esaurimento e gli impianti Stir continuamente bloccati, Napoli ripiomba nel caos rifiuti. Questa mattina erano 450 le tonnellate a terra, ottomila in provincia. Entro lunedì bisognerà comunicare il sito della nuova discarica provinciale e la protesta monta a Quarto Flegreo, possibile sito designato dal presidente Luigi Cesaro e città limitrofa al quartiere napoletano di Pianura, territori devastati dagli sversamenti illeciti e dall'abusivismo edilizio post terremoto.
All'ombra dei bunga bunga si muove il sottobosco della malapolitica italiana. Quel sottobosco che, compatto, sostiene Silvio Berlusconi di fronte ad accuse di inaudita gravità. Una classe dirigente in tutto e per tutto simile se non peggiore di lui. E tra simili, si sa, ci si aiuta.