venerdì 3 luglio 2009

Bacoli scende in piazza


E' da questa mattina che i gestori di stabilimenti balneari,bar e ristoranti di Miseno e Miliscola sono scesi in piazza a Bacoli bloccando due importanti strade cittadine.
Tutti insieme protestano contro il famoso e tanto contestato ticket imposto dal comune per poter accedere alla ZTL di Miseno-Miliscola ma non solo;la protesta è anche rivolta alla situazione di totale disinformazione dei cittadini,creata dai mass-media e dalle istituzioni,che disertano le spiagge perchè ritengonio che il mare non sia balneabile. Nulla di più falso,infatti le analisi ripetute più volte hanno dato esito negativo e pertanto il mare è balneabile.

I manifestanti,in sostanza,chiedono due cose:
1. L'abolizione del ticket
2. Una migliore informazione per far capire alla gente che l'acqua di Miseno e Miliscola è balneabile.
La situazione di tutto il litorale Bacolese non è delle migliori dal punto di vista economico; è da circa tre settimane che turisti e bagnanti disertano le spiagge,creando un notevole danno economico,come se non bastasse il sindaco dimissionario,ha imposto,prima di essere sfiduciato,il ticket di 5 euro per tutti i giorni anche nel mese di luglio,dando il clpo di grazia al settore.

giovedì 2 luglio 2009

Economia in mano alla camorra

L'economia è in mano alla camorra. L'ANM di Napoli lancia l'allarme per bocca di Tullio Morello, presidente della giunta distrettuale: "Sebbene le carceri siano piene di capoclan, la criminalità organizzata controlla l'economia campana". Tutto in mano loro, dunque: ditte di trasporti, centri commerciali, bar, ristoranti, smaltimento rifiuti, rifornimenti... La scoperta dell'acqua calda. L'ANM denuncia inoltre la mancanza di uomini e mezzi, l'assuefazione della gente che ormai non si indigna più di fronte a fatti di gravità inaudita (ed è la cosa più drammatica che potesse capitare), il sovraffollamento delle carceri ecc. Raffaele Cantone, ex magistrato anticamorra, denuncia inoltre i giornalisti che diffondono sfiducia verso la magistratura definendoli "corifei del potere". Ma la maggiore preoccupazione è per il ddl Intercettazioni, che dovrebbe essere approvato definitivamente dopo il G8 de L'Aquila. La mazzata finale, l'intrallazzo politico fatto legge.

mercoledì 1 luglio 2009

La strage di Viareggio e Nicola Cosentino

E’ l’Italia delle tragedie annunciate. La strage di Castel Volturno, il terremoto in Abruzzo, ora la strage di Viareggio. L’Italia corrotta e mafiosa sta cominciando a produrre vittime innocenti in gran quantità. A Viareggio sono finora 17 i morti, fra cui diversi bambini, e 27 i feriti, di cui molti i feriti gravi. Per la maggior parte delle persone rimaste uccise non è stata ancora possibile l’identificazione a causa della loro irriconoscibilità. La causa dell’incidente è dovuta a quanto sembra al cedimento di un asse arrugginito, che ha fatto deragliare il convoglio di 14 serbatoi carichi di Gpl. Immediate e scontate le reazioni di Trenitalia, che per bocca di Mario Moretti ha dichiarato che le ferrovie italiane sono le "più sicure in Europa". Difficile credergli. Anche la società che ha svolto la manutenzione del treno, la Cima riparazioni spa, ha dichiarato che le riparazioni sono avvenute in maniera corretta. Come al solito in Italia le cose accadono così, per "caso".

La verità è che, in un Paese serio e dotato di istituzioni serie, quel carico di gpl non sarebbe dovuto proprio partire. Il treno era infatti diretto a San Cipriano d’Aversa, vicino Casal di Principe. Doveva raggiungere la ditta del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino (pardon, Nick ’o Americano), la Aversana Petroli. Quel carico avrebbe rifornito tutta la Provincia di Caserta e di Napoli.

L’Aversana Petroli produce un fatturato annuo di 80 milioni di euro. Venne fondata nel 1975 dal padre di Cosentino, detto anche lui Silvio ’o Americano per i rapporti di parentela che aveva con gli statunitensi. Il gruppo si ingrandì ed ora ne fanno parte diverse società, fra cui l’Aversana gas, l’Aversana Petroli, l’Immobiliare 6C, Agripoint e Ip Service.

Nel 1997 la società Aversana Petroli si vide negare il certificato antimafia per un appalto. Il fratello di Nicola Cosentino, Marco Cosentino, è infatti sposato con Mirella Russo sorella di Giuseppe Russo, alias Peppe u padrino, condannato all’ergastolo per mafia e omicidio. Perfino il Tar e poi il Consiglio di Stato negarono il permesso. Ma improvvisamente il certificato venne concesso dal prefetto di Caserta Elena Stasi, premiata in seguito con l’elezione alla Camera nelle file del Pdl.

Cosentino è tuttora indagato dalla magistratura insieme a Luigi Cesaro, attuale presidente della Provincia di Napoli. Sarebbero i referenti del clan dei Casalesi, secondo le rivelazioni dell’imprenditore Gaetano Vassallo, in passato organico alla camorra casertana.

Cosa c’è dietro all’incidente di Viareggio? Certo è così palese, ma lo dovranno stabilire i giudici, se la politica non li ostacolerà ulteriormente